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Sandy, almeno 13 vittime in Nordamerica

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Sandy, almeno 13 vittime in Nordamerica

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Sebbene declassato da uragano a ciclone post-tropicale, Sandy è arrivato con un devastante impatto sulle coste orientali nordamericane. Almeno 13 persone sono morte, 12 delle quali negli Stati Uniti, una in Canada.

Venti violenti e inondazioni hanno provocato ingenti danni e black out in vaste aree di New York.

Smentita dalla Con Edison, attraverso Twitter, la notizia che 19 suoi operai fossero rimasti bloccati all’interno di una centrale elettrica nell’East Side, in seguito a un’esplosione.

L’emergenza è destinata a durare ancora parecchie ore, come chiarisce il sindaco di New York, Michael Bloomberg:

“Non è più tempo di evacuare la città. Non andate fuori, è ancora molto pericoloso. Fino a che la tempesta non sarà completamente passata dovrete rimanere barricati. Rimanete dove vi trovate. Fatemelo ripetere: dovete rimanere dove vi trovate”.

Sono state le coste del New Jersey le prime a essere interessate dall’arrivo di Sandy. Sotto osservazione la centrale nucleare di Oyster Creek, situata in un’area interamente distrutta dal ciclone. A rischio anche quella di Indian Point, a 70 chilometri da New York.

Nella Grande Mela chiusi aeroporti e metropolitana. Molti tunnel e stazioni sono stati allagati e potrebbe occorrere fino a una settimana per riportare il servizio alla normalità.

Anche in Pennsylvania, West Virginia e North Carolina si segnalano devastazioni.