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Hans Werner Henze è stato uno dei più famosi e influenti compositori della nostra epoca. Scomparso il 29 ottobre a Dresda a 86 anni, ha composto una ventina di opere, 10 sinfonie, musiche per balletti e molto altro. Con lo sguardo sempre rivolto al futuro.

“Non ascolto spesso i miei lavori precedenti – diceva -. A volte ci sono momenti in cui mi chiedo: ‘L’ho fatto veramente io? Sono stato davvero così grande?’”

Il suo stile riflette influenze molto varie e spazia dal rigore della tecnica alla sua reinterpretazione a fini espressivi.

“Le cose belle – spiegò una volta – sono solo quelle che deviano dalla norma. I dipinti e le sculture di Michelangelo sono belli perché deviano dalla norma. Lo stesso vale per la musica di Mozart: è bella perché non è normale.”

Le sonorità che lo hanno ispirato vanno da Mozart a Gustav Mahler, da Stravinski a Hindemith, da Bartók al jazz.

Nel 1953, Henze lasciò la Germania per protesta contro l’omofobia e il clima politico del Paese, e scelse come nuova patria l’Italia, dove rimase per la maggior parte della sua vita, stabilendosi prima a Ischia, poi sui colli Albani.

L’ultima sua opera, “Gisela”, presentata nel 2010 e accolta da una standing ovation, è stata definita dal compositore anche ‘azione teatrale’ o ‘teatro in musica per le giovani generazioni’.
“Il lavoro comune di tanti talenti – sosteneva Henze – ha fatto volare quest’opera e l’ha resa accettabile.”

Henze, pur partito dalla seconda scuola di Vienna e fedele alla musica dodecafonica, ha saputo coniugarla con una grande attenzione alla melodia.

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