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Secondo giorno di tregua violata in Siria, riprendono i bombardamenti

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Secondo giorno di tregua violata in Siria, riprendono i bombardamenti

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150 morti, il pesante bilancio, secondo l’osservatorio siriano dei diritti umani, di quello che avrebbe dovuto essere il primo di quattro giorni di tregua.

Negoziato dall’inviato Onu-Lega araba, Lakhdar Brahimi, il cessate il fuoco era stato lanciato in occasione della festa del sacrificio, che segna la fine del pellegrinaggio annuale alla Mecca.

Ieri combattimenti a colpi di mortaio e artiglieria, oggi sono ripresi i bombardamenti, come racconta questo ribelle:

“Hanno cominciato a bombardare pesantemente dalle 5 di questa mattina, il che dimostra che non c‘è nessun cessate il fuoco. Stavamo dormendo, e alcuni dei nostri uomini sono rimasti feriti nel corso di questa cosiddetta tregua, che noi abbiamo rispettato, mentre loro no”.

Si tratta del terzo tentativo di coordinare un cessate il fuoco dopo quelli, altrettanto vani, a gennaio e aprile, sfociati poi in una ripresa ancora più violenta dei combattimenti.

Secondo alcuni analisti, questa volta la situazione sarebbe ancora più difficile, con entrambe le parti sempre meno disposte a dialogare.