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La tenacia provocatoria di Ai Wewei


Cultura

La tenacia provocatoria di Ai Wewei

Ai Wewei è un artista cinese dissidente. Da sempre contrario al governo di Pechino, è stato incarcerato e poi rilasciato nel 2011 dopo 81 giorni di carcere.

Giovedì 25 ottobre ha criticato ancora una volta l’esecutivo. Motivo: la censura sul web della parodia di “Gangnam Style”, il video del rapper coreano Psy che ha fatto ballare tutto il mondo.

“Abbiamo girato solo per una decina di minuti” -spiega Ai Wewei “ma ci è voluta una giornata intera per il montaggio e la pubblicazione su internet a mezzanotte.
Dopo l’upload, a poche ore dall’inizio del lavoro, abbiamo scoperto che decine di migliaia di persone lo avevano visto. Ora in Cina è già stato rimosso, interamente cancellato”.

Il video si chiama “Grass Mud Horse Style”, in omaggio all’animale che i cinesi usano per protestare contro la censura sul web.

Ai Wewei afferma che “Gangnam Style” di Psy è un’espressione dell’individualismo che dovrebbe essere consentito.

“In generale penso che ognuno abbia il diritto di esprimersi. È una cosa legata fondamentalmente alla nostra felicità e alla nostra esistenza. Quando la società pretende che tutti ci rinuncino, la gente perde la sua creatività. Così non ci potrà mai essere un mondo felice” conclude l’autore del video censurato.

La reclusione di Ai Wewei ha suscitato un’ondata di indignazione in tutto il mondo.

L’artista ha sempre accusato il governo cinese di sfidare la legge e i diritti dei cittadini.

Nel settembre scorso un tribunale ha confermato la sentenza che lo condanna a pagare due milioni di dollari, pari a oltre un milione e mezzo di euro; ufficialmente per evasione fiscale.

Una motivazione che in molti vedono come un pretesto.

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