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L'Ucraina al voto domenica. Le distanze fra l'est e l'ovest

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L'Ucraina al voto domenica. Le distanze fra l'est e l'ovest

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Donetsk, a est dell’Ucraina, è la roccaforte del partito delle regioni del presidente Viktor Yanukovich. E’ anche un territorio in cui fioriscono le cosiddette liste tecniche, o meglio fantasma, create col solo scopo di disturbare il voto che andrebbe ai veri partiti. Perché c‘è chi comincia a guardare oltre il partito di Yanikovich:

“Credo che voterò per un nuovo partito – dice un uomo con in tasca la tessera del Partito delle regioni – perché ne ho abbastanza di quello che succede qui”.

“Voterò per il Partito delle regioni – dice una giovane elettrice – Perché mi fa sentire più fiduciosa nel domani”.

La leader dell’opposizione Yulia Timoshenko ha invitato i suoi compatrioti a scacciare dal potere quella che ha definito “la mafia di Yanukovich”.

Per ora gli osservatori internazionali non hanno rilavato grossi rischi di frode in vista dello scrutinio.

Lviv, Leopoli in italiano, conta 830mila abitanti. Da questa città dell’Ucraina, ricca di storia, incuneata nel settore più ad ovest del Paese, si guarda all’Europa.

Gli analisti politici considerano Lviv la roccaforte dell’opposizione. Gli abitanti della zona sostengono il valore della lingua ucraina, unica lingua ufficiale, sebbene si parli anche il russo. Forti sono le aperture all’Europa:

“Tradizionalmente, la regione di Lviv sostiene partiti pro-ucraini – dice Roman Koshoviy, del Comitato di voto della regione – E’ una lunga tradizione, gli elettori a Lviv, sostengono candidati nazional-democratici o, dovrei dire, patrioti più radicali. Quindi non sarà una grande sorpresa se la maggioranza qui andrà agli oppositori del governo.”

In vista del voto di domenica, il problema rigurda la nuova legge di voto, le diverse possibili interpretazioni e la trasparenza dello scrutinio.

La nostra inviata Evgeniya Rudenko:
“Gli osservatori dicono che qui non ci sono stati gravi violazioni nel corso della campagna elettorale, ma non si escludono quelle che sono definite possibili provocazioni nel giorno delle elezioni.”