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Amal: quando la cultura araba incontra quella europea


Cultura

Amal: quando la cultura araba incontra quella europea

Il Festival del Cinema europeo e arabo Amal ha compiuto 10 anni. Per festeggiarli ha scelto ancora una volta la splendida città di Santiago di Compostela, in Galizia.

Più di 30 i film in concorso per questo evento, vero e proprio ponte di scambio culturale tra i due mondi.

Amal, che significa “speranza”, si pone l’obiettivo di far conoscere maggiormente al grande pubblico il mondo arabo.

A decidere i premi una giuria composta da nove giudici.

Grande successo quest’anno per “Rabat”, film girato dagli esordienti Jim Taihuttu e Victor Ponten. Miglior lungometraggio e miglior regia i riconoscimenti ottenuti.

“Rabat” è un roadmovie che vede protagonisti tre amici, interpretati da Nasrdin Dichar, Achmed Akkabi e Marwan Kenzari.

I tre hanno conquistato, condividendolo, il premio come miglior attore.

Costretto dall’oggi al domani a raggiungere Rabat da Amsterdam alla guida del taxi del padre, Nadir parte alla volta della città nordafricana accompagnato dai suoi due più cari amici.

Attraverso l’Europa e i suoi splendidi paesaggi, i due registi ci raccontano una storia fatta di scoperte, incontri e di una ricerca segreta, che nel corso del viaggio metterà a dura prova la solida amicizia fra i tre.

Vincitore nella categoria documentari è stato “Le Thé ou l’electricité” del regista belga Jérome Le Maire.

Ifri è un piccolo villaggio in mezzo al nulla nell’Alto Atlante marocchino. Niente strade, né scuole, né telefono, né acqua corrente, né poste. Niente polizia né ospedale. Nulla di nulla. Ma soprattutto niente elettricità.

Il tempo si è letteralmente fermato in questo angolo di mondo dimenticato da Dio e dagli uomini.

Ma qualcosa sta per cambiare: l’arrivo della corrente elettrica è infatti imminente.

Una novità che però gli abitanti del posto rifiutano, in quanto non in grado di pagarla.

Quello che vogliono è una strada asfaltata, la cui assenza li costringe da sempre a lottare per la sopravvivenza.

Non sanno che Ifri è ormai già sotto la legge spietata della domanda e dell’offerta. Dura lex, sed lex.

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