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Ucraina al voto, contestate le telecamere nei seggi

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Ucraina al voto, contestate le telecamere nei seggi

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Il problema, questa volta, è di metodo, non di merito. L’Ucraina si avvicina al voto del prossimo 28 ottobre nell’apatia di un risultato forse scontato, a favore del presidente in carica Viktor Yanukovitch,  ma sotto l’ombra di possibili brogli elettorali.
 
In queste ore, oltre 3700 osservatori internazionali stanno arrivando nel Paese con l’incarico di vegliare al corretto svolgimento delle operazioni di voto. Una misura molto forte, che ha sucitato accese polemiche, ma che a livello internazionale appare inevitabile in un paese segnato da una profonda corruzione.
 
“Abbiamo dei dubbi su questo approcio – ha detto il ministro degli esteri Kostyantan Gryshchenko – Siamo in una fase delicata. Gli osservatori rischiano di condizionare il risultato, se non sarà mantenuto il silenzio”
 
Le autorità ucraine hanno annunciato la massima trasparenza. Ma la gente si sente spiata. In tutti gli oltre 32mila seggi sono presenti addirittura due telecamere. Il timore è che si possa ingabbiare il dissenso e le proteste contro uno sviluppo economico frenato da corruzione e oligarchie capitalistiche
 
L’Ucraina, dopo la rivoluzione del 2004, non vede ancora la fine del tunnel. Oggi il Paese va al voto con disillusione.