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Siria, tregua: l'Onu ci crede

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Siria, tregua: l'Onu ci crede

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L’Onu spera che le armi tacciano e l’invito a tutti coloro che hanno influenza sulla regione è a esercitare pressioni in tal senso. La tregua è stata proposta a Damasco e ai ribelli in occasione della Festa del sacrificio da questo venerdì e lunedì.

Martin Besirky, portavoce Onu:

“È nell’interesse di tutti e del popolo siriano da tempo sofferente, che domani le armi tacciano nel giorno della festa sacra”.

Ma domina lo scetticismo: il libero esercito siriano teme lo sgambetto di Damasco.

Ahmed Kassem, portavoce libero esercito siriano:
“Ci attendiamo un’azione a sorpresa del regime. Durante l’ultima tregua il numero delle vittime è aumentato in modo evidente”.

La condizione posta da entrambi gli schieramenti è che si riservano il diritto di rispondere agli attacchi, i ribelli chiedono inoltre la liberazione di prigionieri politici. I colpi di artiglieria sparati a sud di Damasco dall’esercito governativo, a poco più di un’ora dall’inizio del cessate il fuoco, non lanciano un segnale di distensione.