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Ramallah, Ashton: per gli ulivi è guerra economica

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Ramallah, Ashton: per gli ulivi è guerra economica

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Ditrutti. I rami tagliati. A volte gli ulivi sono anche sradicati e portati via con le ruspe. Oltre i confini incerti di questa tormentata regione, la Cisgiordania.

Gli ulivi vanno protetti. E gli israeliani sono sotto accusa. All’arrivo in palestina di Catherine Ashton, alto commissario europeo per le relazioni esterne, sono proprio diverse Ong israeliane a chiedere con forza che siano puniti i coloni estremisti responsabili della distruzione degli alberi.

“Sebbene sia importante, non è questione solo di un aiuto economico – Ha chiarito la Ashton – Gli abitanti di questa regione devono essere in grado di andare avanti, di costruire un avvenire per i loro figli. Mi riferisco sia agli israeliani che ai palestinesi.”

L’incontro a Ramallah tra la Ashton e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, cade dopo due giorni di tregua informale mediata dall’Egitto. Ma il dialogo accende i riflettori su un aspetto meno noto del conflitto. In piena raccolta dei frutti, il messaggio è che di certo, la guerra degli ulivi, è una guerra anche economica.