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Obama, Romney e il complicato sistema di voto stelle & strisce

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Obama, Romney e il complicato sistema di voto stelle & strisce

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Chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca? A dire una parola molto importante, anche se non definitiva, potrebbero essere gli elettori di Virginia, North Carolina e Ohio. Barack Obama è ancora favorito anche se Mitt Romney lo incalza. Un paese ancora incerto come ammettono persino i turisti che visitano la Casa Bianca a Washington.
Ma come si vota negli USA? L’elezione viene effettuata con un metodo indiretto: i cittadini scelgono i grandi elettori che formano il collegio elettorale. I grandi elettori possono assegnare il proprio voto a chi vogliono, ma in genere confermano i candidati designati e le loro preferenze vengono riconfermate dal Congresso agli inizi di gennaio. Ecco perché Romney, che sembra avere più voti dei singoli cittadini, pare in svantaggio nel computo dei rappresentanti politici che lo voteranno.
Spiega un analista americano: “Se Barack Obama riesce a portare a casa l’Ohio, e i sondaggi lo danno leggermente favorito, è probabile che sarà lui a succedere a sé stesso”.
Unico rischio per Obama, se dovesse finire alla pari con Romney. Continua Jonathan Karl: “Se entrambi i candidati dovessero finire alla pari con 269 voti ciascuno. In quel caso a decidere sarà il voto del Congresso che è diviso in senato e camera dei rappresentanti. Il primo sceglierebbe il vicepresidente, la seconda il presidente”.
Se Obama ottenesse la maggioranza elettorale ma non la maggioranza del voto popolare si verificherebbe il contrario rispetto a 12 anni fa quando il democratico Al Gore ottenne mezzo milione di voti in più dell’avversario, ma fu George Bush a diventare presidente con 270 voti. Appena uno in più.