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Nuove frontiere per le protesi artificiali

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Nuove frontiere per le protesi artificiali

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Una mano bionica. Sofisticata, ma economicamente alla portata di tutti. Gli ingegneri di RSL Steepers, una compagnia britannica specializzata nella fabbricazione di protesi, hanno già creato numerosi prototipi.
Ogni dito è dotato di un motore autonomo, che permette di eseguire i movimenti e prendere gli oggetti in modo naturale e coordinato.

Questo significa poter fare tutto: dalle operazioni più semplici, come passarsi le cose e bere, a quelle più complicate, come allacciarsi le scarpe.

Un passo avanti fondamentale, che regala nuove speranze a chi è nato con malformazioni o ha dovuto subire un’amputazione.

“Lo scopo del progetto era avvicinarsi il più possibile alla forma umana” spiega Ted Varley, direttore delle operazioni di RSL Steepers. “Le protesi prodotte fino a oggi hanno un’articolazione unica, una presa standard. Questa invece è multiarticolata, quindi si può tenere un bicchiere di vino con la stessa facilità con cui si regge un grappolo d’uva o qualcosa di simile”.

Due piccoli sensori ricevono gli stimoli nervosi che permettono, per esempio, di aprire una mano, ma che soprattutto le consentono di cambiare tipo di impugnatura.
Alcuni microprocessori monitorano continuamente la posizione di ogni singolo dito, garantendo il controllo preciso dei movimenti. Il braccio viene dotato di un primo gruppo di prese più comuni.

Ma sono in arrivo altre novità.

“Abbiamo pronta una seconda serie di impugnature per operazioni più specifiche” – continua Ted Varley – “come quella a grilletto per le bombolette spray o cose simili; poi ce n‘è una anche per il mouse, in modo tale che la gente possa usarlo e cliccarci sopra”.

Ricerche di mercato di RSL Steepers hanno stabilito che nelle popolazioni occidentali sono 130.000 i soggetti con una mutilazione; di questi, circa il 5% riguarda mani e braccia.

Riguardo però alle reazioni che avranno i mercati dopo il lancio di questo prodotto, è molto difficile fare previsioni.