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La legge sulla lingua russa avvelena la campagna elettorale in Ucraina

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La legge sulla lingua russa avvelena la campagna elettorale in Ucraina

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La questione linguistica ha fatto irruzione nel dibattito elettorale in Ucraina.
4 distretti su 17 della regione di Luhansk (Ucraina dell’est) rifiutano di concedere al russo lo status di lingua ufficiale come prevede la legge approvata dal Parlamento lo scorso luglio.
L’opinione dominante, in queste zone, è che i politici abbiano strumentalizzato la questione fomentando un conflitto artificioso tra est e ovest.
Molti villaggi del distretto di Novopskov si trovano a ridosso del confine con la Russia ma meno del 10% della popolazione locale è di lingua madre russa. La geografia produce una divaricazione come sottolinea una professoressa in pensione, valentyna Romenska:

“Sul patriottismo abbiamo concezioni diverse. Qui all’est abbiamo sempre considerato i sovietici come dei liberatori. All’ovest invece pensano che sia stato l’Esercito Insurrezionale Ucraino a liberare il paese. La storia pero’ va avanti e le nuove generazioni probabilmente archivieranno questo tipo di controversie”

Nei villaggi come questo la popolazione di origine ucraina è sempre stata maggioritaria e per secoli ha preservato le proprie tradizioni e la propria lingua.
Ancora oggi le giovani coppie convolano a nozze scegliendo cerimonie in cui si mescolano elementi moderni e tradizionali.

A Luhansk la legge sulla lingua è passata e il russo è diventato lingue ufficiale al pari dell’ucraino.
I russofoni possono utilizzare il loro idioma all’Università, nei tribunali e per le procedure amministrative.

Olexsy di professione fa il tassista ed in passato come molti suoi compatrioti ha studiato in Russia.
Considera la nuova legge un’opportunità ma è anche convinto che la lingua ufficiale del paese dovrebbe essere una soltanto e cioè l’ucraino:

“Mi fa piacere avere la possibilità di redigere in russo i documenti ufficiali. E’ piu’ facile -spiega – e mi permette di evitare errori. Ma credo sia un peccato che chi è nato in Ucraina e vive qui non parli l’ucraino e non conosca la storia del paese”

Nelle regioni dell’est la promozione del russo viene utilizzata come strumento di propaganda elettorale. Lo sguardo è rivolto a Mosca e c‘è chi prospetta la creazione di un’unione politica e geografica tra Russia e Ucraina.
La municipalità di Kiev non ha ancora adottato la legge sulla lingua russa ma la questione potrebbe presto tornare d’attualità.
La nuova legge permette a radio e televisioni di usare sia il russo che l’ucraino nelle loro trasmissioni. Una libertà totale che per molti professionisti del settore rischia di risolversi a favore del russo spingendo l’ucraino ai margini del mercato.
Tre conosciuti speakers della russofona “Prosto Radio” hanno percio’ deciso di lanciare una trasmissione mattutina in ucraino che ha riscosso grande successo.
Il loro obiettivo è quello di facilitare il passaggio da una lingua all’altre come spiega la speaker Valeria Chachibaya:

“Quando si comincia a parlare in ucraino con qualcuno sono in molti a seguirti. Dopo due o tre frasi pero’ è facile che si ritorni al russo. Questo succede perchè passare da una lingua all’altra è stressante. Se pero’ si crea l’abitudine l’uso dell’ucraino diventa piu’ facile e naturale. La possibilità di sentire e poter parlare questa lingua ascoltando la propria radio preferita permette di creare un senso di comunità”

Secondo i sociologi il 24% degli ucraini ritiene che il russo debba essere la seconda lingua ufficiale del paese. Nell’ovest pero’ questa percentuale crolla. A Leopoli dove la stragrande maggioranza della popolazione parla ucraino la nuove legge sulla lingua è stata invalidata. Il presidente del Consiglio regionale Oleh Penkevych non ritiene pero’ che il russo sia in pericolo:

“Nessuno afferma che i diritti della minoranza russofona non debbano venire rispettati. Nelle radio, in televisione il russo è ancora la lingua dominante” assicura Penkevych.

A Leopoli il Consiglio Regionale si è rivolto alla Corte Costituzionale affinchè si esaminino gli articoli della nuova legge considerati non in linea con la Carta, mentre il Partito delle Regioni che guida la maggioranza locale giudica le polemiche infondate visto che la legge verrà emendata.

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4 distretti su 17 della regione di Luhansk nell’Ucraina dell’est rifiutano di concedere al russo lo status di lingua ufficiale come prevede la legge approvata dal Parlamento lo scorso luglio.

Nei villaggi, del distretto di Novopskov a ridosso del confine con la Russia le differenze linguistiche ……………..

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“Sul patriottismo abbiamo concezioni diverse. Qui all’est abbiamo sempre considerato i sovietici come dei liberatori. All’ovest invece pensano che sia stato l’Esercito insurrezionale ucraino a liberare il paese. La storia pero’ va avanti e le nuove generazioni probabilmente tralasceranno queste controversi storiche ….”

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Nei villaggi come questo la popolazione di origine ucraina è sempre stata maggioritaria e per secoli ha preservato le proprie tradizioni e la propria lingua.
Ancora oggi le giovani coppie convolano a nozze scegliendo cerimonie in cui si mescolano elementi moderni e tradizionali.

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A Luhansk la legge sulla lingua è passata e il russo è diventato lingue ufficiale al pari dell’ucraino.
I russofoni possono utilizzare il loro idioma all’Università, nei tribunali e per le procedure amministrative.

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Olexsy di professione fa il tassista ed in passato come molti suoi compatrioti ha studiato in Russia.
Considera la nuova legge un’opportunità