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Il Delta del Danubio grida aiuto

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Il Delta del Danubio grida aiuto

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L’Unesco lo ha dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità, ma oggi rischia di scomparire.

Il Delta del Danubio fà le spese dello stonato coro di scelte dei Paesi che bagna prima di sfociare nel Mar Nero.

Gli ambientalisti rumeni stanno moltiplicando gli sforzi per proteggere la regione paludosa più grande d’Europa.
Il suo patrimonio ambientale è unico al mondo.

Lo sfruttamento del terreno agricolo e la pesca abusiva sono i principali pericoli che minacciano questa zona. Il tutto inquadrato nella schizofrenia politica causata dalla caduta del regime comuinista.

“Il Delta vive oggi una fase di transizione fra due epoche” spiega Liviu Mihai, presidente dell’ong “Save The Delta”.
“Da una parte la dittatura comunista con la megalomania della sua idea di drenarlo, e per ottanta ettari è già stato fatto, e il progetto di uno sfruttamento industriale, che soltanto il comunismo avrebbe potuto concepire. Dall’altra il capitalismo selvaggio e la sua volontà di piegare tutto al guadagno. In tutto ciò, a uscirne sconfitto è ovviamente l’ambiente”.

Gli ambientalisti di “Save the Delta” stanno studiando possibili soluzioni. Viaggiano di villaggio in villaggio per parlare con la gente del posto. Insieme a loro, cercano sistemi per migliorare la qualità della vita di queste persone e per tutelare allo stesso tempo l’ambiente.

“La nostra sola speranza è la pesca. Senza di quella non potremmo sopravvivere” dice Grigore Danielov, pensionato ed ex pescatore.

Il Delta del Danubio è un tesoro da proteggere, perché merita di poter essere apprezzato anche dalle generazioni future.