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Bulgaria, fare business con l'economia digitale

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Bulgaria, fare business con l'economia digitale

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Provate a immaginare una città dove è possibile avere la propria postazione di lavoro ovunque.

Benvenuti a Sofia: la città del wifi. Gli hot spot per la connessione gratuita a internet sono dappertutto.

Incontriamo Aleksandra Nikolova. Aleksandra ha scelto di lasciare l’università, convinta dal fatto che non sarebbe riuscita ad avere nessuna conoscenza pratica del mondo del lavoro: “Molti giovani, freschi di laurea, stentano a trovare lavoro perché mancano d’esperienza. Sono frustrati dalla loro situazione qui in Bulgaria, e quindi vanno a studiare o a lavorare all’estero, alla ricerca di migliori opportunità”.

Aleksandra crede fermamente nelle potenzialità della sua città nel campo dell’economia digitale. Come altri giovani di Sofia è parte di un gruppo che ha deciso d’investire in internet. La Bulgaria è tra i Paesi europei ad avere connessioni velocissime ed è tra i pochi ad aver investito in progetti innovativi. Ci confida:“I giovani sono pronti per questo salto. Si tratta di una generazione cresciuta davanti al computer”.

Generation Y ha incontrato una parte dei giovani imprenditori digitali di Sofia. L’appuntamento è nella sede di Eleven, un incubatore d’imprese innovative. È qui che Aleksandra e la sua squadra hanno ottenuto i fondi iniziali per il loro progetto oltre e informazioni preziose su come sviluppare la loro idea. Eleven è una realtà creata grazie ai finanziamenti europei. La sua capacità d’investimento è pari 12 milioni di euro per i prossimi tre anni. Non si tratta esattamente di un’organizazione no-profit: a fronte di un prestito massimo di 50 mila euro per start up, Eleven chiede in cambio di partecipare al 13% del capitale sociale.

Daniel Tomov, cofondatore di Eleven spiega:“È molto difficile per le start up ottenere finanziamenti. Le banche sono restie a fare credito in mancanza di garanzie. La forza di queste start up è spesso proprio nella presenza di team straordinari e di progetti avveniristici, ma è difficile offrire garanzie”.

Aleksandra è in prima linea nel movimento per lo sviluppo dell’economia digitale. Nel tempo libero gestisce un sito, startebulgaria.com, dove pubblicizza le opportunità di lavoro su internet. Il sito è stato premiato durante la settimana delle competenze digizali organizzata dalla Commissione Ue per promuovere le opportunità di carriera nel settore delle tecnologie dell’informazione.

Alexandre Mihaylov e Alexandre Kitov sono i cofondatori di Betahaus, un concept nato in Germania e importato in Bulgaria.
A Betahaus la parola chiave è co-working. Non si limita a descrivere lo spazio di lavoro in totale assenza di pareti, ma si riferisce soprattutto a uno spirito d’impresa diverso.

Nella sede di Betahaus troviamo una sala per conferenze e un caffè dove incontrarsi, discutere, progettare e rilassarsi insieme.
Spiega Alexander Mihaylov: “La struttura interna è una commistione tra vita privata e professionale. Non si tratta di un semplice ufficio ed è per questo che lo chiamiamo “casa”. I soci non pagano per per la scrivania, le sedie o la connessione wi-fi. Quello per cui pagano è la “community”, le innumerevoli possibilità di sinergia e cooperazione”.

Tra i soci di Betahaus c‘è anche Martina, che afferma: “Io per esempio non ho molta dimestichezza con gli annunci su Facebook, ma alla scrivania appena di fronte la mia c‘è invece qualcuno che sa benissimo come funziona”.

Betahaus è anche la sede di “Start it Smart”, un’associazione d’imprenditori a sostegno di giovani con progetti interessanti privi, però, di competenze tecniche.
Radoslav Georgiev,imprenditore e socio di “Start it Smart” ci racconta: “In Bulgaria in pochi sanno davvero cosa significhi fare l’imprenditore. La maggioranza delle persone pensa a qualcosa di poco chiaro. Quello che vogliamo qui è mettere l’esperienza di ogni start-up a disposizione dell’intera community”.

C‘è aria nuova in Bulgaria. Qui centinaia di giovani stanno facendo del loro meglio per far diventare realtà i loro progetti.