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Azerbaigian: Baku diventa capitale del jazz


Cultura

Azerbaigian: Baku diventa capitale del jazz

Baku a tempo di jazz. Anche quest’anno la capitale dell’Azerbaigian vede riuniti i migliori musicisti internazionali del genere musicale. L’occasione è il festival annuale nato nel 2005 grazie al sassofonista azero Rain Sultanov. Un evento imperdibile, se si vogliono incontrare grandi talenti.

Afgan Rasul ed Elvin Bashirov hanno studiato entrambi all’Accademia della Musica Uzeyir Hajibeyov, nella capitale azera.
Ruslan Huseynov si è invece diplomato come chitarrista classico alla Scuola di Musica.

L’inviato di euronews Wolfgang Spinder ha chiesto ad Afgan Rasul come e quanto viene apprezzato il jazz moderno nel suo paese.

“Ovviamente qui in Azerbaigian non tutti capiscono questo tipo di musica, ma gli appassionati sono sempre più numerosi. Vale la pena esibirsi, per fare in modo che gli estimatori aumentino ulteriormente” dice Rasul.

I tre musicisti hanno già suonato in occasione di altre manifestazioni jazzistiche internazionali. Quest’anno Afgan Rasul è arrivato in semifinale al Montreux Jazz Festival alla gara di pianoforte.

Esplode l’energia quando il musicista greco Yiorgos Psihoyos si mette al piano.

“Non è uno stile piatto o pulito, ma fatto di emozioni e passione. È una tecnica molto emozionante” spiega Psihoyos. “Mi rifaccio a Keith Jarrett. Il mio background è uguale al suo, al piano. L’unico metodo che adotto durante i concerti è l’improvvisazione totale. Niente programmi, niente regole, niente progetti”.

Yiorgos ha studiato fisarmonica al conservatorio greco di Atene quando aveva 12 anni. In seguito si è diplomato come pianista solista, ma è anche un compositore di successo.

Il batterista russo Alexander Mashin è a Baku per organizzare una jam session, una riunione di musicisti che non si conoscono tra loro. Di solito un batterista sta in fondo al palco. Perché, invece, questa volta fà da maestro di cerimonia e invita altri artisti a unirsi a lui?

“Perché mi hanno chiamato qui diverse volte e ho lavorato con quasi tutti i musicisti in Azerbaigian. Ecco perché sono diventato una specie di ponte tra Mosca e Baku. Questo è il motivo per cui ho la possibilità di riunire tutti i musicisti con cui voglio lavorare” racconta Mashin.

Il linguaggio della musica e universale. La sua forza è quella di mettere insieme artisti di tradizioni e nazionalità diverse. E se succede durante un festival il successo è garantito.
Ne è un esempio il concerto del batterista Alexander Mashin, del pianista Alexey Ivannikov e della trombettista e cantante Alvetina Polakova, che si sono esibiti insieme sullo stesso palco.

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