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Quote rosa, rimandato dibattito in Commissione europea

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Quote rosa, rimandato dibattito in Commissione europea

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Oltre 4 manager su 5 nelle compagnie europee sono uomini: un soffitto di cristallo da rompere, che per la responsabile europea ai diritti fondamentali Viviane Reding è diventata una vera battaglia personale. Eppure si è dovuta scontrare proprio con 5 delle sue 8 colleghe Commissarie, provenienti dai Paesi più liberisti che si oppongono a quote rosa imposte per legge – come Gran Bretagna, Olanda e Danimarca.

Rimandato dunque il dibattito, ma l’obiettivo della lussemburghese resta quello di imporre il 40% di donne nei consigli d’amministrazione delle imprese.

Viviane Reding, Commissaria europea ai diritti fondamentali

“Combattiamo ormai da un centinaio di anni, qualche settimana in più non cambia molto. Per me quel che conta è che la Commissione presenti una proposta forte. Abbiamo bisogno di più tempo, il servizio legale deve approfondire la propria analisi”.

Ci sarebbe, infatti, anche qualche intoppo giuridico: secondo gli esperti legali, imporre una soglia definita sarebbe contrario ai Trattati.

L’Europarlamento intanto si prepara al dibattito, ora posticipato a metà novembre.

Britta Thomsen, eurodeputata socialista:

“Siamo tutti d’accordo sulla necessità di avere più donne nei consigli di amministrazione delle imprese. Ma ci sono divergenze sui metodi per raggiungere questo risultato”.

Marina Yannakoudakis, eurodeputata conservatrice:

“C‘è bisogno di un dibattito, è molto importante che se ne discuta, ma non serve una legge europea che lo imponga dall’alto; ogni Stato membro deve trovare la soluzione più appropriata per le proprie imprese, per l’economia nazionale e lo stile di vita”.