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Spagna: da voto regionale emerge crisi struttura territoriale

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Spagna: da voto regionale emerge crisi struttura territoriale

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Il giorno dopo i risultati delle elezioni regionali in Galizia e Paesi Baschi, la Spagna si chiede verso quale orizzonte è diretta.

Si tratta di un vero e proprio test per il Governo Rajoy e per la sua politica economica, ma anche per l’intera zona euro.

La Spagna vive da mesi una crisi sociale senza precedenti e le previsioni non sono delle migliori: per il Fondo Monetario Internazionale la recessione persisterà ancora nel 2013.

Dalle due regioni arrivano segnali contrastanti.

Il risultato del voto in Galizia, terra natale di Mariano Rajoy, da tregua al Governo di Madrid sottoposto a fortisisme proteste negli ultimi mesi.

Il Partito Popolare di Alberto Nunez Feijoo conquista la maggioranza del Parlamento regionale galiziano. Ma secondo gli analisti, Rajoy ha poco di cui gioire. Il risultato sarebbe più un avvertimento ai socialisti che una vera adesione alle politiche dei popolari.

I Paesi baschi hanno visto trionfare il Partito Nazionalista con ventisette seggi contro i dieci del Partito Popolare.

Nonostante il leader dei nazionalisti Inigo Urkullu abbia annunciato di voler dare priorità ai temi economici piuttosto che alle istanze autonomiste, preoccupa il risultato del partito indipendentista Bildu, che ottiene ventuno seggi.

A preoccupare Madrid, però, è soprattutto il voto del 25 Novembre in Catalogna. La regione più ricca della Spagna.

L’11 settembre centinaia di migliaia di cittadini hanno inondato le strade di Barcellona chiedendo l’indipendenza della regione.

Un messaggio chiaro, arrivato dritto a Madrid e nei palazzi europei.

Vicenç Batalla, euronews:
Analizziamo il risultato delle elezioni regionali nei Paesi Baschi e in Galizia. Ospite di euronews, in collegamento da Barcellona, l’analista politico e editorialista del quotidiano El País, Josep Ramoneda.
I sondaggi avevano ragione: il Partito popolare del capo del governo Mariano Rajoy conferma la maggioranza assoluta in Galizia. Contemporaneamente, nei Paesi Baschi i nazionalisti registrano un record di preferenze. Stiamo parlando di due Paesi diversi?

Josep Ramoneda, analista politico de El Pais:
Evidentemente sì. Si tratta di due Paesi diversi dove vincono i partiti tradizionalmente più forti, abituati a vincere quasi sempre. Il partito Popolare, durante gli anni della democrazia, ha quasi sempre governato la Galizia, fatta eccezione per un breve periodo di due legislature. E il Partito Nazionalista Basco ha quasi sempre governato i Paesi Baschi, con l’unica eccezione dei tre anni di governo del socialista Patxi López. Vincono i soliti. In Galizia il partito popolare perde voti, ma guadagna seggi ed esce bene da queste elezioni. Rajoy guadagna tempo, non tanto per merito proprio, ma grazie al fallimento del partito Socialista, crollato in Galizia e nei Paesi Baschi proseguendo nella caduta libera iniziata nel 2010.

euronews:
Nei Paesi Baschi, la fine della lotta armata di ETA ha reso possibile il ritorno alle urne della sinistra nazionalista, ora secondo partito. Che peso avrà nel prossimo governo regionale? Si avvierà un processo indipendentista?

Josep Ramoneda:
Le elezioni hanno definito i reali rapporti di forza nei Paesi Baschi, vale a dire: nessuno è stato escluso dalle elezioni e non vi è più la violenza che condiziona le elezioni, quindi abbiamo una mappa più precisa della situazione. È paradossale e anche doloroso, in un certo senso, che il governo che ha posto fine alla violenza, quello di Zapatero, e quello che ha guidato i Paesi Baschi durante questo processo escano entrambi sconfitti. Al contrario, chi beneficia della fine della lotta armata è Bildu, la sinistra indipendentista. Credo che, a partire da ora, le cose si faranno più complicate per Bildu, perché governare non sarà facile. In queste elezioni è già emerso che hanno perso consenso nei municipi che governano. Dal canto suo, il partito nazionalista basco, più moderato e con un leader e futuro presidente molto saggio, assennato e calcolatore, ha sottolineato che la priorità ora è rappresentata dalla crisi. Ma è vero, il 60% dei voti alle forze separatiste è un dato molto alto e gradualmente, anche in base a cosa accadrà in Catalogna, si produrranno effetti di emulazione che avranno le loro conseguenze. È vero che queste elezioni confermano che la Spagna entra in un periodo complicato e decisivo per il futuro della sua struttura territoriale e istituzionale.

euronews:
Con la maggioranza assoluta in Galizia, Rajoy ottiene l’approvazione alle misure di austerity, nonostante le proteste di piazza?

Josep Ramoneda:
Io credo di no. Il partito Popolare commette un errore se fa questa analisi. Ha sempre governato la Galizia, questa volta ha aumentato il numero di seggi non per proprio merito, ma a causa del fallimento degli avversari. Il partito Popolare ha perso 150mila voti in Galizia, sono tanti. Ed è anche vero che ha vinto perché non esiste opposizione, non c‘è un’alternativa. Se Rajoy sarà messo fuori gioco dalla crisi, ci sarà un altro esponente del Pp a governare la Galizia.