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Obama-Romney, ultimo round questa sera sulla politica estera

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Obama-Romney, ultimo round questa sera sulla politica estera

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Il dibattito di questa sera sulla politica estera a Boca Raton, in Florida, è l’ultima possibilità che i due aspiranti alla Casa bianca hanno per smarcarsi e iniziare la volata verso le elezioni presidenziali del 6 novembre. Il presidente degli Stati uniti uscente, il democratico Barack Obama, e il suo sfidante repubblicano Mitt Romney ci arrivano testa a testa. Sono giorni che i sondaggi li danno praticamente in parità:

“Obama è stato bravo a mettere fuori gioco gran parte della leadership di Al Qaida in Pakistan e nello Yemen, per non parlare di Bin Laden, ovviamente – dice l’analista Jordan Tama, della School of International service, American University – Ha anche ridotto l’impegno militare americano in Medioriente”.

Con l’esperienza accumulata nei 4 anni a Washington Obama parte favorito quando si parla di politica estera. Ha imposto uno stile che è ben diverso da quello del suo predecessore:

“Bush voleva creare un potere così grande che qualunque leader straniero sarebbe stato un pazzo a tentare di misurarcisi – dice James Mann della John Hopkins University – L’amministrazione Obama ha impersonato una versione molto più modesta del potere americano”.

È il cosiddetto “soft power”, che prevede comunque anche l’uso di droni teleguidati per uccidere i nemici, per esempio in Afghanistan. Una pratica che ha provocato molte polemiche.

“È certo – dice il nostro corrispondente da Washington Stefan Grobe – che, dopo gli anni Bush, Obama ha migliorato l’immagine degli Stati uniti nel mondo. Resta popolarissimo in Europa occidentale, molto meno in quella orientale. Per quanto riguarda il Medioriente, è visto come l’ennesimo presidente americano che non è riuscito a risolvere il conflitto israelo-palestinese”.