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L'Aquila: sentenza-choc, sei anni ai membri della Commissione Grandi Rischi

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L'Aquila: sentenza-choc, sei anni ai membri della Commissione Grandi Rischi

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La soddisfazione della popolazione dell’Aquila, lo choc degli imputati, lo stupore della comunità scientifica: la sentenza del tribunale dell’Aquila per la sottostima del rischio sismico del 2009 ha fatto il giro del mondo, è già nella storia. I sette imputati – le massime autorità scientifiche del momento e l’allora vicecapo della Protezione Civile – tutti condannati a sei anni di carcere, interdizione perpetua dai pubblici uffici, risarcimenti ancora da quantificare. L’incredulità di un difensore:

“Una sentenza che per me è assolutamente incomprensibile. Rimango della stessa opinione che ho sempre avuto e che mi era stata confermata dal dibattimento: non ci sono assolutamente elementi di responsabilità”

Se ne dice convinto anche l’ex numero due della protezione civile, rispondendo a chi gli chiede se oggi si comporterebbe diversamente:

“Non potrei far nulla di diverso. Perché gli elementi che avevo io come Protezione Civile, per quello che mi era stato detto, per quello di cui ero a conoscenza, per quello che… Ho fatto quello che dovevo fare”

I parenti delle vittime vedono un risultato fondamentale, in questa sentenza:

“Si prenderanno più seriamente gli incarichi che si ricoprono. Soltanto questo, perché la nostra non è sete di vendetta, mia sorella chiaramente non torna, non torna oggi e non tornerà più”

Il sisma del 2009 costò la vita a 309 persone: i membri della Commissione Grandi Rischi sono stati condannati per 29 dei morti, che restarono all’Aquila proprio perché rassicurati dagli esperti.