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Galizia e Paesi Baschi, governo Rajoy alla prova del voto

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Galizia e Paesi Baschi, governo Rajoy alla prova del voto

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In Spagna, le consultazioni regionali assumono i contorni di un referendum sull’operato del governo di Mariano Rajoy.

Si vota in Galizia, roccaforte del partito popolare e terra natale del primo ministro, e nei Paesi Baschi, per la prima volta senza la minaccia dell’Eta. 4 milioni gli spagnoli chiamati al voto.

Se a Bilbao sembra certo il ritorno dei nazionalisti al potere, in Galizia il centrodestra deve confermare la maggioranza assoluta, con la Spagna alla seconda recessione in tre anni e oltre 5 milioni e mezzo di disoccupati.

Le proteste anti-austerity degli ultimi mesi hanno irrobustito il partito dell’astensione e degli indecisi: il 40%, secondo le stime dei quotidiani. E se in Galizia potrebbe funzionare la tattica dei popolari di prendere le distanze dal governo di Madrid, nei Paesi Baschi si preannuncia l’uscita di scena dei partiti centralisti.

Il governatore dimissionario Paxti Lopez, espressione di una irripetibile alleanza bipartisan socialista-popolare, dovrebbe cedere il passo ai nazionalisti baschi moderati che puntano a superare il 35% delle preferenze.

Seguono gli indipendentisti della sinistra, che dovrebbero attestarsi, secondo i sondaggi, attorno al 25% dei consensi.

Il voto basco potrebbe imporre nell’agenda spagnola la questione autonomista, portata avanti anche dalla Catalogna: i nazionalisti baschi hanno concordato con Barcellona una road map indipendentista, che fissa al 2015 il termine per ottenere un nuovo status politico.