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Libano: la collera contro il governo per la strage di Beirut

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Libano: la collera contro il governo per la strage di Beirut

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Tensioni di piazza in Libano qualche ora dopo la strage a Beirut.

Roghi e strade bloccate a sud come a nord, dove tra sunniti e alawiti si è anche sparato.

Le proteste arrivano fin sotto la residenza del primo ministro Nagib Mikati.

Lo accusano di aver coperto gli attentatori che hanno ucciso, insieme ad altre persone, il generale Wissam al Hassan, sunnita e capo dell’intelligence.

Il generale aveva indagato, tra l’altro, sulla pista siriana nell’omicidio del primo ministro Rafik al-Hariri, il cui figlio, Saad al-Hariri, ora chiama in causa il presidente siriano Bashar al-Assad.

E il nipote, insieme all’opposizione, chiede la testa del governo: ‘‘Noi riteniamo il primo ministro Najib Mikati personalmente responsabile”, accusa Ahmad al-Hariri, membro del movimento 14 Marzo, “per il sangue del generale martire Wissam al-Hassan e il sangue degli innocenti che sono stati uccisi a Ashrafieh”.

Là dove è esplosa l’autobomba, nel quartiere cristiano di Beirut, restano le macchine scagliate a decine di metri, sul selciato un cratere largo un metro e mezzo, a riprova della potenza dell’ordigno.

Nell’attentato, il primo nella capitale libanese in quattro anni, sono rimaste ferite 86 persone.