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Dopo la bomba a Beirut i sospetti sulla Siria. L'Iran accusa Israele

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Dopo la bomba a Beirut i sospetti sulla Siria. L'Iran accusa Israele

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Resta alta la tensione a Beirut, in seguito all’attentato che ieri ha ucciso 8 persone, fra cui il capo degli 007 libanesi. Dopo le immediate manifestazioni di protesta dei sunniti, dal paese dei cedri piovono le accuse contro Damasco. Si smarca l’Iran, che oggi condanna l’azione terroristica attribuendola a un tentativo di destabilizzazione israeliano.

I libanesi temono di venire coinvolti nella guerra civile in atto alle loro frontiere:

“La mia casa è molto vicina al luogo in cui è avvenuta l’esplosione – dice un uomo – Quando è successo abbiamo subito pensato ai bambini che erano a scuola e all’università. È spaventoso quello che sta avvenendo”.

L’ordigno è scoppiato in un quartiere cristiano della capitale. Il generale Wissam al-Hassan, obiettivo dell’autobomba, era un sunnita vicino al capo dell’opposizione Saad Hariri, il cui padre, nonché ex presidente del Libano Rafic Hariri, è morto in un attentato analogo nel 2005. Hassan era impegnato in un’inchiesta sui presunti attentati organizzati dalla Siria in Libano.