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Crisi greca: gli immigrati capro espiatorio

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Crisi greca: gli immigrati capro espiatorio

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Immigrati, prime vittime della crisi. La denuncia viene dalle Ong greche che registrano un forte aumento delle aggression xenofobe nel paese.

Ma a fornire l’humus giusto alla violenza, accusano gli attivisti, è una politica non adeguata e una burocrazia che rende difficile per gli stranieri regolarizzare la propria posizione.

Clandestini giocoforza, sono accusati di rubare il lavoro a chi ne ha già poco, inevitabile guerra tra poveri.

“È in mezzo a una crisi economica e a una recessione laceranti per la società che gli immigrati diventano capri espiatori”, spiega Spiros Rozakis, direttore della Ong Atima che assiste gli immigrati, “E, naturalmente, dietro a tutto ciò c‘è un approccio al problema che alimenta gli estremismi. Parliamo ormai di attacchi razzisti quotidiani”.

E che il problema sia politico lo dimostra anche il caso di Alba dorata, l’estrema destra da giugno in parlamento, accusata di sistematica violenza contro gli immigrati.

Ultimo episodio a settembre, quando alcuni membri del partito sono arrivati in un mercato di Atene chiedendo i documenti agli esercenti. Chi ne era sprovvisto, pagava conseguenze immediate.