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Strage a Beirut, ucciso capo intelligence libanese

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Strage a Beirut, ucciso capo intelligence libanese

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Dopo quattro anni senza attentati Beirut torna a tremare. Un’autobomba è esplosa in un’ora di punta nel quartiere a maggioranza cristiana provocando almeno otto morti e circa 100 feriti.

Tra le vittime il generale Wissam al Hassan, sunnita e capo dell’intelligence libanese. Al Hassan indagò sulle implicazioni siriane nell’omicidio del primo ministro Rafik al-Hariri ed è stato la mente dell’operazione che ha portato all’arresto di un politico libanese vicino a Bashar al Assad.

La sue eliminazione sembrerebbe rafforzare la tesi che dietro l’attentato ci sia la mano del regime di Damasco, avanzata in un primo momento dal deputato dell’opposizione Sami Gemayel, nipote di Bashir, l’ex presidente ucciso in un attentato simile nel 1982.

La notizia della morte di al Hassan ha fatto scendere in piazza i muslmani sunniti. Uomini armati hanno bloccato la circolazione ad al-Bireh, nel sud-est del Paese, mentre uno scontro a fuoco è esploso nella città portuale di Tripoli.