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Unione politica, austerità e bilancio Ue: i nodi da sciogliere

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Unione politica, austerità e bilancio Ue: i nodi da sciogliere

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Unione politica, dosaggio dell’austerità, bilancio europeo. Su alcuni dei temi che hanno alimentato il dibattito all’apertura del Consiglio abbiamo chiesto il parere di politici ed esperti.

Per Guy Verhofstadt, leader dei Liberali al Parlamento europeo, l’unione politica non può attendere: “Non si può combattere la crisi soltanto con gli strumenti monetari della Banca centrale europea”.

Come dosare rigore e politiche per la crescita? La formula continua a sfuggire ai dirigenti europei, tra i quali comincerebbe però a farsi largo qualche ripensamento, secondo l’analista Sony Kapoor, del think tank Redefine: “Il Fondo monetario internazionale ha sottolineato che l’austerità sta innescando una spirale recessiva, a cui si aggiungono forti tensioni sociali in paesi come Grecia e Portogallo. Infine vediamo emergere tendenze secessioniste, ad esempio nella regione spagnola della Catalogna: tutto ciò dimostra che il tessuto sociale e quello politico hanno iniziato a deteriorarsi”.

Altro nodo, il contributo degli stati al bilancio dell’Unione. Un punto che sta aprendo una frattura sempre più larga tra la Gran Bretagna di David Cameron e le istituzioni europee. Martin Callanan, leader dei Conservatori britannici: “Pensiamo che in un periodo di austerità, quando proprio l’Unione europea incoraggia gli stati membri a tagliare la spesa pubblica, non abbia senso chiedere un aumento del budget comunitario. L’austerità dovrebbe cominciare in seno all’Unione, oltre che negli stati membri”.