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Obama e Romney all'attacco negli swing State

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Obama e Romney all'attacco negli swing State

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Dopo il dibattito, il dialogo con i propri elettori. Senza lasciar tempo al tempo dopo il faccia a faccia, sia il Presidente Obama che il candidato repubblicano Romney battono il terreno dei cosiddetti “swing State”, gli Stati in bilico, quelli chiave per vincere le presidenziali del 6 novembre.
 
“Bene, ricapitoliamo quel che abbiamo appreso l’altra sera” ha attaccato Obama in Iowa. “Il suo piano di tassazione non sta in piedi, il suo piano per il lavoro non crea lavoro, il suo piano di riduzione del deficit aumenta il deficit”.
 
La strategia dell’attacco frontale nei confronti dell’avversario sembra aver portato Obama alla vittoria nel dibattito dell’altra sera. Mitt Romney, dalla Virginia, ha adottato la stessa tattica.
 
“Credo semplicemente che gli americani si aspettassero che il Presidente degli Stati Uniti fosse in grado di descrivere cosà farà nei prossimi 4 anni invece no. Non ha saputo nemmeno spiegare che cosa ha fatto nei 4 anni appena trascorsi”.
 
“In Virginia Romney deve vincere a tutti i costi” commenta il nostro corrispondente Stefan Grobe. “Se perde qui, come fece McCain con Obama nel 2008, una vittoria in novembre è impensabile. In questo momento i sondaggi parlano di un testa a testa fino all’ultimo minuto”.