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E’ iniziata ad Ankara l’udienza preliminare del processo contro il pianista Fazil Say, accusato di aver offeso i valori religiosi di una parte della popolazione.
 
Say, 42 anni, dichiaratamente ateo e di sinistra, aveva messo in rete commenti ironici nei confronti del muezzin di una moschea di Istanbul.
 
Il processo viene visto da molti come un esempio dei limiti posti alla libertà di espressione dall’egemone partito islamico al potere da dieci anni.
 
“Si tratta di un processo alla libertà di espressione”, dice una avvocata.
 
“E’ un delitto accusare Fazil”, spiega un popolare attore, “Il governo dovrebbe ridargli la libertà di tornare a suonare la sua bella musica, e a noi il piacere di godercela”.
 
Say, che per molti turchi rappresenta un vero simbolo libertario, ha finora suonato con tutte le più prestigiose orchestre internazionali, non ha escluso la possibilitâ di lasciare la Turchia e di stabilirsi in Giappone.
 

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