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Dibattito a distanza tra Parigi e Berlino scalda vigilia del Consiglio Ue

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Dibattito a distanza tra Parigi e Berlino scalda vigilia del Consiglio Ue

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Alla vigilia del Consiglio europeo di Bruxelles, si riaccende la polemica sugli eurobond che alcuni, a Parigi ma non solo, considerano un passaggio essenziale verso una maggiore integrazione nell’area euro e che altri, invece, non vogliono nemmeno prendere in considerazione.

Fabian Zuleeg, analista dello European Policy Center, sostiene che la questione non potrà essere evitata, ma ricorda la riluttanza del governo tedesco ad affrontare l’argomento.

Il rischio è che le divergenze tra Parigi e Berlino e un’eventuale richiesta di Madrid per l’apertura di una linea di credito facciano passare in secondo piano i temi in agenda, come unione bancaria, crescita e occupazione. Non hanno certo contribuito a rasserenare il clima le dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco, che accarezza l’idea di un supercommissario con il compito di controllare i bilanci nazionali.

Fabian Zuleeg: “L’idea di affidare a una figura super partes la missione di rafforzare la disciplina di bilancio può essere un buon punto di partenza. La domanda, però, è se si debba limitare la discussione alla disciplina fiscale. Penso che, a livello europeo, ci si debba chiedere anche come incoraggiare la crescita nei paesi in crisi, come far marciare meglio le loro economie”.

Un aspetto che interessa molto la Grecia, ormai al suo quinto anno consecutivo di recessione, come osserva il corrispondente da Bruxelles Rudolph Herbert: “La Grecia non è tra i temi all’ordine del giorno, ma i dirigenti europei non potranno evitare di parlarne. Per capire meglio che cosa è in gioco, per l’eurozona e per l’Unione europea, seguite il vertice di giovedì e venerdì dal vivo insieme a noi e ai nostri ospiti in studio”.