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Verso la Casa Bianca. Sullo scoglio fiscale rischiano di infrangersi i programmi politici

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Verso la Casa Bianca. Sullo scoglio fiscale rischiano di infrangersi i programmi politici

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Il livello della pressione fiscale negli Stati Uniti è uno dei principali temi della campagna elettorale. Sia democratici che repubblicani – sullo scoglio costituito dalle tasse - dovranno misurarsi senza riserve. Entro la fine dell’anno, chiunque vinca le elezioni, dovrà affrontare il nodo dei tagli di spesa e dell’aumento delle entrate per l’equivalente di 700 milioni di euro.  
 
“La gente non vuole sentirne di aumentare le tasse sul reddito. C‘è un accordo tra democratici e repubblicani per non aumentarle, quantomeno rispetto al 98 per cento della popolazione. Il tema semmai è in piedi per il restante 2 per cento. Si deve far decadere la riduzione delle tasse anche per questo 2 per cento? Il presidente Obama dice di si, dato che si tratta di una classe abbiente e che lo stato ha bisogno di quel gettito. I repubblicani dicono invece no, si oppongono a qualsiasi incremento della pressione fiscale, e in particolare nei confronti dei più ricchi, o di chi crea lavoro, perché se loro vanno avanti l’economia tira”.
 
Per l’opinione pubblica più orientata a destra, invece, la questione appare senza troppi spazi di manovra. 
 
“Non c‘è spazio per compromessi. I democratici vogliono un governo più grande, e servono nuove tasse per pagarlo. I repubblicani vogliono un governo più snello e non accettano di aumentare le tasse. Che compromesso si potrebe fare? Non c‘è spazio”.
 
La tensione sulle politiche fiscali in piena campagna elettorale ricorda che esistono altre difficoltà, a monte. A Washington, in mezzo a lobbisti, esperti, consiglieri, consulenti gvernativi a ogni livello, ci si prepara alla battaglia di fine d’anno.