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Più di 2 milioni e mezzo di lituani alle urne per il rinnovo del parlamento e il referendum sulla costruzione di una nuova centrale nucleare.

I sondaggi danno perdenti i conservatori del primo ministro Andrius Kubilius, che scontano i tagli alla spesa e gli aumenti delle tasse adottati nel 2008 per fronteggiare la crisi.

Favorita invece l’opposizione di sinistra che promette stipendi più alti e imposte progressive sui redditi.

Socialdemocratici e populisti potrebbero unirsi per formare una coalizione di governo.

In parallelo, si svolge la consultazione popolare sulla costruzione di un impianto nucleare. I sondaggi prevedeono il no di due terzi dei lituani.

Un progetto, comune a Lettonia e Estonia, che porterebbe l’area ad affrancarsi dal costoso gas russo, affermano i sostenitori.

Costa troppo, 5 miliardi di euro, rispondono i contrari che temono contraccolpi sull’economia di questa ex repubblica sovietica, nell’Unione dal 2004.

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