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Marchionne chiede un piano europeo per l'auto

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Marchionne chiede un piano europeo per l'auto

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In Europa l’industria delle quattro ruote cerca una soluzione e Sergio Marchionne, amministratore delegato di FIAT Group e presidente dell’associazione dei costruttori europei di auto, dice di averne due per ripartire.

La prima è che, sebbene il mercato dell’auto potrebbe essere arrivato a toccare il fondo dopo tre anni di precipitosa caduta, è necessario un coordinamento a livello europeo per la ristrutturazione del settore che ha un grave problema di sovraccapacità.

La seconda guarda al mercato italiano, sul quale Marchionne non nega che le cose vadano assai male per FIAT.

“Considerando lo stato del assai difficile e frammentato del mercato italiano, confesso di ritenere comprensibile l’abbassamento del rating Moody’s su Fiat.Ma questo non rispecchia la solidità finanziaria del gruppo e neppure l’assenza di rinnovo della gamma modelli: quel che interessa alle agenzie di rating è la cassa”.

All’Unione Europea Marchionne non chiede soldi, ma regole chiare sul fronte del mercato unico europeo della concorrenza e trattati commerciali che divendano le produzioni automobilistiche europee nei confronti dell’agressiva politica commerciale di molti paesi mondiali, asiatici in testa.

“L’europa dell’auto è in crisi anche per colpa della sovracapacità produttiva dei suoi stabilimenti. Non riusciamo a creare una dinamica di sviluppo coerente con le strategie commerciali. Quasi tutti perdono soldi e così non possiamo andare avanti a lungo. Ma all’Ue chiediamo decisioni anzitutto sulle politiche commerciali e sui trattati di libero scambio.”

Non si è fatta attendere la risposta della Commissione, la quale ricordando che negli ultimi tre anni sono stati persi in Europa almeno tre milioni di veicoli, lo stato di crisi in cui versa il comparto automobilistico richiede un azione da parte di Bruxelles a salvaguardia di un mercato che è prioritario per l’Europa.