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Il Nobel premia anche i cittadini dell'Ue. Ma loro, che ne pensano?

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Il Nobel premia anche i cittadini dell'Ue. Ma loro, che ne pensano?

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Ma cosa ne pensano i 500 milioni di cittadini europei del Nobel per la pace attribuito all’istituzione che li rappresenta? La nostra carrellata di opinioni comincia dalla porta di Brandeburgo, al centro di Berlino:

“È dal ’45 che non abbiamo grandi guerre in Europa, penso che sia anche grazie all’Unione” dice un uomo.

“Non so perché abbiano ricevuto il premio – ribatte un altro – Non hanno fatto granché per la pace nel mondo. Secondo me, altri l’avrebbero meritato di più”.

Spostiamoci adesso a Parigi, altra capitale protagonista di questo processo che ha portato alla pace e alla stabilità:

“Nel passato, quando non si parlava ancora di unione, furoreggiavano i nazionalismi, aprendo la strada ai partiti estremisti che poi hanno condotto alla guerra – ricorda un giovane – In definitiva, questo premio Nobel a un’Unione che ha portato la pace in questo magnifico continente è certo una bellissima immagine, un’ottima cosa”.

“Il premio Nobel ha un significato simbolico – commenta un altro – per questo penso che sarebbe stato meglio attribuirlo a una personalità piuttosto che a un’istituzione, qualunque cosa abbia fatto per la pace”.

Madrid alle prese con la crisi, nel giorno della Festa nazionale, in un momento in cui la Spagna rischia di precipitare nell’occhio del ciclone e vede anche le sue istituzioni nazionali scricchiolare:

“L’Unione europea non se lo merita, per esempio non ha fatto nulla per la Siria” dice un passante.

“Il fatto che l’Unione europea abbia vinto il Nobel non mi dà da mangiare – aggiunge un altro – non mi porta il cibo in tavola”.

E infine la Grecia che, per i suoi problemi, alcuni considerano addirittura un’intrusa in seno all’Unione:

“L’Unione europea ha avuto un premio Nobel per la sua azione in favore dell’unificazione? Quale unificazione? Quale unità? – dice un uomo – E dove le mettiamo le disuguaglianze che esistono fra i vari paesi che la compongono? E il fatto che i paesi del nord disprezzano quelli del sud?”

“Non credo che il premio contribuirà a rafforzare la stabilità – aggiunge una donna – Perché altrimenti non saremmmo in questa situazione disastrosa”.

Forse, per l’Unione europea, la cosa più difficile resta ancora quella di conquistare tutti i propri cittadini.