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"Spegnere la TV per evitare il diabete"

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"Spegnere la TV per evitare il diabete"

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Spegnere la televisione per evitare diabete e malattie cardiache. E’ la controversa ricetta che uno psicologo britannico suggerisce fin dalla tenerissima età.

Nemico numero uno è più in generale il complesso di attività ludiche e di intrattenimento, offerte anche da computer, videogiochi e consolle.

Secondo un recente studio pubblicato dagli Archives of Disease in Childhood, è infatti nel contemporaneo bombardamento di immagini in movimento, che affonderebbero le radici di numerosi disturbi.

“Si registrano difficoltà nella concentrazione, nello sviluppo della socialità, problemi psicologici e altro – spiega Aric Sigman -. Il Dipartimento americano della sanità, al pari di quello australiano, ha constatato è che i bambini fino ai due anni non devono essere esposti ad alcun tipo di intrattenimento su schermo. E che fra i 2 e i 18 anni, tali attività non devono superare le due ore al giorno”.

Sconvolgenti i numeri citati dallo studio: raggiunto il traguardo dei 7 anni, un bambino cresciuto nella società occidentale, ne ha oggi in media già trascorso uno intero incollato a uno schermo.

Rischi che, a detta di Stigman, si moltiplicano di pari passo con le multiformi sollecitazioni offerte dalla tecnologia: cinque, fra televisione, computer e videogame, gli schermi di cui in media dispone oggi un bambino di dieci anni. Alcuni anche utilizzati contemporaneamente

“Il mio rapporto – dice ancora Stigman – si basa su una serie di nuove ricerche e credo sia una buona idea che medici e genitori gli diano un’occhiata. Capita spesso che simili studi vengano bollati come il frutto ideologizzato di chi non sopporta le nuove tecnologie. Ma questo non è assolutamente il caso: anche io ho dei figli e apprezzo la tecnologia, ma mi sono reso conto che oltre certi limiti diventa controproducente per lo sviluppo dei bambini”.

Allo scetticismo di una parte della comunità scientifica, Stigman replica con un altolà: quello della sovraesposizione è un rischio invisibile, dice. E proprio per questo va tenuto d’occhio.