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La Turchia alza il tiro in Siria

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La Turchia alza il tiro in Siria

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La Turchia minaccia la Siria di rispondere in modo più energico ai colpi di cannone che arrivano d’oltre frontiera.

Minacce che vengono direttamente dal capo di stato maggiore turco Necdet Ozel in visita di ispezione da ieri nella zona di confine di Hatay, dove negli ultimi giorni sono caduti colpi di mortaio siriani.

Colpi cui l’artiglieria turca risponde sistematicamente da settimane, un’escalation iniziata la scorsa estate e che ha visto nell’incidente di Akcadale, nel sud-est del Paese,l’episodio più grave.
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Le tensioni iniziano a giugno con l’abbattimento di un caccia turco dall’antiaerea siriana.

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Il governo turco ottiene il giorno dopo il sì del parlamento per condurre operazioni militari se necessario.

Non siamo ancora alla dichiarazione di guerra, ma la situazione preoccupa il presidente turco Gul.

“Lo scenario peggiore immaginabile si sta per verificare il Siria. I siriani soffrono e anche noi ne subiamo le conseguenze, alcuni dei nostri cittadini hanno perso la vita”.

L’escalation potrebbe portare a un intervento Nato nel caso in cui la Turchia lo chiedesse, facendo appello all’articolo 5 del trattato secondo cui l’attacco a un suo membro è considerato un attacco a tutta l’alleanza.

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale Nato:

“Abbiamo preso le misure necessarie per essere pronti, se necessario, a intervenire in difesa dellaTurchia. Non posso però entrare nei dettagli”.

La Turchia, membro Nato dal 1952, è un ex alleato della Siria. Dopo la violenta repressione nei confronti dell’opposizione, Ankara ha voltato le spalle a Bashar al Assad.