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Allargamento, Bruxelles richiama Belgrado a rispetto integrità Kosovo

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Allargamento, Bruxelles richiama Belgrado a rispetto integrità Kosovo

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Avanti, con cautela. L’Unione europea non chiude la porta all’adesione di nuovi membri, ma per alcuni il traguardo resta lontano. La Serbia, che da marzo scorso ha ottenuto lo status di candidato, è frenata da corruzione, crimine organizzato, e dal contenzioso con il Kosovo.

Presentando il suo rapporto annuale, il commissario all’allargamento Štefan Füle ha detto che Belgrado “deve operare un netto miglioramento delle sue relazioni con Pristina. Quando lo avrà fatto, la Commissione lo comunicherà agli stati membri”.

Una sostanziale bocciatura che ha irritato il premier serbo Ivica Dacic, secondo il quale, dietro la pretesa del rispetto dell’integrità territoriale del Kosovo, Bruxelles vuole costringere il governo di Belgrado a riconoscere l’indipendenza di questa ex provincia serba.

Altro dossier fermo è quello che riguarda la Turchia. La Commissione preme per la ripresa dei negoziati di adesione, bloccati a causa della contrarietà di Francia e Cipro. Ma Ankara deve accelerare con le riforme. Füle: “Pur avendo apportato diverse modifiche al sistema giudiziario, hanno trascurato l’elemento centrale: c‘è ancora troppa ambiguità nella definizione di libertà di espressione e di incitamento alla violenza: entrambe queste voci devono essere definite con chiarezza”.

Il ventottesimo membro dell’Unione europea sarà la Croazia, a partire da luglio prossimo. Poi potrebbe essere la volta dell’Islanda e in seguito del Montenegro.