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A New York, la storia dell'apartheid in 500 immagini


Cultura

A New York, la storia dell'apartheid in 500 immagini

Decenni di segregazione razziale in Sudafrica scorrono davanti agli occhi dei visitatori della mostra “Rise and Fall of Apartheid” all’International Center of Photography di New York. Ci sono voluti cinque anni per scovare e selezionare le centinaia di fotografie, filmati e altri materiali da esporre, su oltre 30 mila visionati. Molte le immagini scattate da sudafricani.

“Penso che la cosa più impressionante in questa mostra – afferma il direttore del centro, Mark Robbins – sia che fa vedere come un sistema orrendo fosse stato reso normale nella vita quotidiana. Constatare quanto fossero comuni le restrizioni che le persone subivano ci permette di calarci profondamente in quella realtà.”

L’esposizione parte dal 1948, anno in cui salì al potere il Partito Nazionale, dando impulso alle leggi sull’apartheid.

Le foto alternano immagini di segregazione su taxi e autobus a quelle di lotte e scontri – anche mortali – per la giustizia sociale, inclusa la rivolta di Soweto nel 1976.

Alcuni scatti sono famosi, ad esempio quelli del fotografo Hector Pieterson, che durante la sommossa di Soweto fu ucciso. Altri non sono mai stati mostrati fuori dal Sudafrica.

Le foto in bianco e nero parlano di una realtà lontana, ma che ha ancora molti punti in comune con l’attualità.

“Purtroppo – osserva Robbins – le questioni affrontate in questa mostra hanno ancora attinenza con la situazione attuale in Sud Africa e nel mondo.”

L’evento è in programma all’International Center of Photography di New York fino al 6 gennaio. Poi si sposterà in Europa: a Monaco, in Germania, e in altre città.

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