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Verso le scarpe del futuro

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Verso le scarpe del futuro

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Stare con i piedi per terra, essere ancora in piedi, mettere un piede in fallo. Sono espressioni figurate che dimostrano quanto la stabilità e la salute delle nostre estremità inferiori influenzino la nostra vita quotidiana, non solo mentre camminiamo.

È stato calcolato che, nel mondo occidentale, ogni essere umano percorre in media a piedi, nell’arco di 80 anni di vita, circa 174 mila chilometri, cioè più o meno la metà della distanza che c‘è tra la Terra e la Luna.

Per non affaticare i nostri piedi e per creare scarpe sempre più confortevoli, sono al lavoro ricercatori del calzaturificio Geox di Montebelluna, in Veneto, in collaborazione con scienziati delle Università di Venezia e Padova e dell’Istituto Jozef Stafan di Lubiana, in Slovenia.

Questi studiosi, nel corso degli anni, hanno elaborato una speciale membrana microporosa, che, applicata all’interno delle scarpe, consente al piede di “respirare”. Tutto comincia con lo studio dell’anatomia e della fisiologia del piede e del meccanismo con cui avviene lo scambio di calore con l’ambiente esterno. Quando i muscoli si contraggono, producono calore, che deve essere disperso.

“Contrariamente ad altre parti del corpo, il piede non ha organi che generano calore – spiega Igor B. Mekjavic, fisiologo ambientale dell’Istituto Jozef Stafan di Lubiana -. È come un radiatore. Il calore arriva al piede, come alle mani, e dobbiamo disperderlo nell’ambiente col sudore o l’evaporazione.”

Questa membrana facilita la dispersione delle molecole di vapore che si formano quando si suda, ma allo stesso tempo consente di mantenere il piede asciutto, proteggendolo dalla pioggia.

“La membrana è un materiale microporoso – spiega la ricercatrice Marta Toffoletto – caratterizzato da altissima impermeabilità e altissima traspirabilità. La sua caratteristica principale è data dalle dimensioni dei pori, che possiamo vedere nelle immagini ingrandite al microscopio di 12 mila volte. In particolare la dimensione di ogni singolo poro è inferiore di 20 mila volte rispetto a una molecola d’acqua, cioè una molecola di pioggia per esempio, ed è superiore di 700 volte rispetto a una molecola di vapore acqueo, come può essere una molecola di sudore. Questo ci permette, applicandola ad una suola forata, come in questo caso, di evitare che l’acqua passi attraverso i pori e penetri attraverso la calzatura, mentre permette al vapore acqueo e quindi al sudore di fuoriuscire attraverso la suola.”

Per migliorare i suoi risultati, la membrana viene sottoposta a molti test. Uno di essi – chiamato test di traspirazione – misura la quantità di vapore che può passare attraverso la membrana e la sua accumulazione sul vetro.
In un altro test, le bollicine che si sprigionano mostrano che l’aria può uscire da questo materiale, mentre l’acqua non entra.

Ma come si comporta questa membrana quando è sottoposta alle sollecitazioni di una camminata? Lo si verifica con una simulazione, analizzata con sensori per l’umidità e telecamere termiche.

“L’obiettivo della nostra ricerca – sottolinea Marco Ganzina, dell’Università di Venezia – è studiare soprattutto la traspirabilità di questi materiali, anche in termini di resistenza meccanica e soprattutto di durabilità. Non siamo all’inizio, abbiamo iniziato molti anni fa e continueremo a studiare. È un work-in-progress. La ricerca non ha mai fine.”

Ma come saranno le scarpe del futuro?

“Un’applicazione molto interessante – afferma Per Igor B. Mekjavic – è l’abbigliamento intelligente, cioè inserire nei vestiti e nelle scarpe sensori che forniscano feedback sullo stato del corpo e dei piedi. Se abbiamo bambini piccoli che non sono in grado di dirci se hanno freddo o caldo – oppure persone anziane – queste informazioni possono esserci inviate direttamente sul nostro smartphone o tablet, permettendoci di monitorare il loro benessere, e di assicurarci che i loro piedi siano in condizioni di temperatura ottimali.”

Ma prima di poter calzare le scarpe del futuro… il cammino è ancora lungo. E grazie ai nostri piedi, possiamo continuare a camminare.