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Le Pussy Riot, il trio punk femminile, diventato un caso internazionale dopo essere state arrestate per essersi esibite nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca in un brano anti Putin, sono tra i tre finalisti del Premio Sakharov. Il Premio dedicato ogni anno dal Parlamento europeo alla figura che più si è distinta per la difesa dei diritti umani e della libertà di espressione. Gli altri finalisti sono Ales Bialiatski, Nasrin Sotoudeh e il regista Jafar Panah.

Barbara Lochbihler, eurodeputata tra le fila dei versi afferma:“Abbiamo una buona rosa di nomi tra cui scegliere. Ora ci resta da vedere chi vincerà il Premio Sakharov. Già la semplice nomination è uno strumento importante a supporto della loro lotta per la libertà di pensiero”.

Ales Bialiatski è un avvocato bielorusso difensore dei diritti umani. Imprigionato dal Regime di Lukashenko. Mentre Nasrin Sotoudeh -avvocato-e il regista pluripremiato a livello internazionale Jafar Panahi sono due figure importanti dell’opposizione iraniana. Entrambi imprigionati dal regime di Ahmadinejad per aver mostrato la loro solidarietà verso i protagonisti dell’onda verde del 2009.
Il vincitore del Premio Sakharov verrà annunciato il prossimo 26 ottobre, mentre la premiazione avverrà in occasione della sessione plenaria del Parlamento europeo di dicembre a Strasburgo.

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