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Venti di guerra sempre più forti fra Ankara e Damasco

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Venti di guerra sempre più forti fra Ankara e Damasco

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Il peggiore scenario possibile. È quello che rischia di delinearsi fra Ankara e Damasco dopo l’ennesimo colpo di mortaio partito dal territorio siriano e caduto, qualche centinaio di metri all’interno del territorio turco. È una settimana che gli scambi si susseguono. Agli attacchi siriani hanno sempre corrisposto rappresaglie turche, ma stavolta, dopo il premier Erdogan, è lo stesso presidente turco Gül a parlare chiaro: “È la cosa peggiore che poteva accadere, i siriani stanno soffrendo enormemente e anche noi abbiamo subto delle perdite”.
Una reazione, quella turca, che rischia di costare cara al presidente siriano Bashar al Assad e che sta avendo ricadute strategiche nella guerra civile siriana. I ribelli si posizionano in località del nord come Badama sentendosi protetti dalla vicinanza con l’esercito turco. Alcuni non tornavano a casa da tempo. L’emozione è palpabile: “Non tornavo qui da un anno e mezzo, sono di nuovo nella mia città, é fantastico”, dice uno di loro.
Un intervento turco però, avrebbe effetti imprevedibili. Mosca alleata di Damasco ha già fatto sapere che Ankara dovrebbe calmarsi. L’opinione pubblica turca è contro la guerra, ma l’esecutivo potrebbe decidere di non tenerne conto.