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Più potenti nel mondo: gli Usa secondo Romney

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Più potenti nel mondo: gli Usa secondo Romney

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Davanti ai cadetti della Virginia, Mitt Romney tratteggia la sua America, quella che sarà se lui dovesse vincere il 6 novembre contro Barack Obama.

Una politica estera più offensiva e più forza militare, per evitare altre Bengasi, un cambio di rotta radicale in Medio oriente:

“So che il presidente auspica un’Europa più sicura, più libera, un Medio Oriente più prospero e alleato”, ha dichiarato il candidato repubblicano, “Condivido questa speranza. Ma la speranza non è una strategia. Non possiamo sostenere i nostri amici e sconfiggere i nostri nemici in Medio Oriente, se le nostre parole non sono supportate dai fatti”.

E quindi, sostegno incondizionato a Israele, intransigenza contro l’Iran: “Non esiterò a imporre nuove sanzioni contro l’Iran, e a inasprire le sanzioni già esistenti. Per amore della pace, dobbiamo chiarire all’Iran, con i fatti e non solo con le parole, che il loro programma nucleare non sarà tollerato”.

E ancora: armi ai ribelli siriani, zero flessibilità verso Mosca sul progetto americano di scudo antimissilistico, linea più dura verso Pechino. Un discorso che è una prova generale per i prossimi faccia a faccia televisivi, il 16 e il 22 ottobre, dedicati proprio alla politica estera, punto di forza del rivale Obama.