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La Banca Mondiale ha tagliato le sue previsioni sulla crescita nella regione Asia Orientale-Pacifico e ha avvertito che ci sono rischi di ulteriori revisioni al ribasso derivanti dalle incertezze sulla crisi dell’Eurozona, sul budget Usa e su un possibile maggiore rallentamento della locomotiva cinese.

Quanto alla Cina, la World Bank rileva che sarà difficile che il governo centrale vari un vasto programma di stimoli all’economia, che comunque dovrebbe riprendersi nel 2013 a un +8,1% (meno, però, della precedente stima del’8,6%): non è poi escluso che la frenata cinese risulti più spiccata e più duratura, se la situazione internazionale dovesse peggiorare specialmente sul fronte del commercio e quindi dell’export.

La Banca mondiale inoltre ha rivisto al ribasso la sua previsione di crescita per la Russia nel 2012 e 2013: 3,5% e 3,6%, con una flessione rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5% rispetto alle stime di giugno. Tra le cause, il calo della raccolta dei cereali, di cui la Russia e’ il terzo esportatore mondiale, e ‘‘una situazione economica meno buona del previsto’‘.

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