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I quadri di Castiglia e la loro insolita vernice

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I quadri di Castiglia e la loro insolita vernice

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Quando si dice “dare il sangue per il proprio lavoro”.

Vincent Castiglia è un pittore newyorkese di 30 anni. Al posto della vernice usa il suo sangue.

Non fa l’attore di film horror come secondo lavoro, ma utilizza questa tecnica da dieci anni.

“Resurrection” è il titolo della sua quinta mostra personale, che attraversa un decennio di creazioni artistiche.

“A ispirarmi è l’esigenza di unire il mio lavoro alla mia parte più intima” racconta Castiglia. “Ogni quadro è una parte di me. Questo abbatte le barriere tra arte e artista nel senso più letterale”.

Tra i soggetti predominanti, la simbiosi tra nascita e morte e la precarietà dell’uomo

“Ci sono voluti circa tre mesi, anzi, tre mesi e mezzo per finirlo. Questo è il mio primo quadro di grandi dimensioni” spiega l’artista.

Se usare il sangue può sembrare strano, Castiglia racconta che non è molto diverso dall’utilizzare la vernice. Solo che questa è più sicura. Il pittore, infatti, è stato ricoverato nel 2008 mentre preparava la sua prima personale all’H.R. Museum Gallery in Svizzera.

“Probabilmente ho perso il conto di quanto sangue ho raccolto durante quel periodo, perché non mi interessava altro che il mio lavoro. Ero piuttosto debole. Poi avevo fretta di finire, sono persino svenuto e ho subito un’operazione” conclude Castiglia.

“Resurrection” resterà in cartellone fino al 31 ottobre alla Sacred Gallery di New York.