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Spagna in piazza per il lavoro, contro l'austerità

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Spagna in piazza per il lavoro, contro l'austerità

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Nuova mobilitazione in una cinquantina di città spagnole contro i tagli del governo Rajoy e la disoccupazione arrivata a più del 24 per cento.

Una protesta, sostenuta apertamente anche dall’opposizione socialista, che, a Barcellona come altrove, chiede lavoro e stipendi dignitosi per non dover emigrare.

“Tagliano la sanità, si prendono i nostri diritti fondamentali e non è una cosa di cui andare fieri”, spiega una manifestante, “Noi chiediamo che a pagare siano i responsabili di questa frode”.

Dopo che la banca centrale spagnola ha bollato come troppo ottimista il bilancio 2013, a centinaia sono scesi per le strade di Madrid per dire no a ulteriore rigore e ad aumenti delle tasse.

“Si stanno riprendendo quasi tutti i diritti sociali. È vergognoso, stiamo perdendo tutto”, dice Carmen Lopez, “Siamo scesi in piazza contro il governo di Franco, facciamo lo stesso con questo governo”.

E mentre l’esecutivo cerca di evitare di chiedere all’Europa un piano di salvataggio globale dalle pesanti ripercussioni sociali e politiche, i sindacati minacciano un’altra giornata di sciopero generale.