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Il Vaticano condanna Gabriele, probabile la grazia

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Il Vaticano condanna Gabriele, probabile la grazia

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Vatileaks: tre anni a Paolo Gabriele, ridotti a 18 mesi di carcere con le attenuanti e al pagamento delle spese processuali.

La giustizia vaticana condanna l’ex maggiordomo del Papa per il furto di carte riservate, finite poi sui giornali e nel libro “Sua Santità”.

Le motivazioni per bocca del presidente del tribunale:

“Per aver egli operato con abuso della fiducia derivante dalle relazioni d’ufficio connesse alla sua prestazione d’opera”, ha spiegato Giuseppe Dalla Torre, “la sottrazione di cose che, in ragione di tali relazioni, erano lasciate od esposte alla fede dello stesso”.

Sul movente, ancora incerto, indaga una commissione apposita che risponde direttamente al Santo Padre. Paolo Gabriele ha ripetuto: “Non mi sento un ladro. Ho agito solo per amore della Chiesa”.

La corte deve decidere se e quando tradurlo in carcere. Ma a detta del portavoce di Benedetto XVI, Padre Federico Lombardi, l’eventualità della grazia è molto concreta e verosimile, anche se non è ancora possibile prevedere tempi e modi del perdono papale.