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Risposta armata di Ankara a un altro attacco siriano

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Risposta armata di Ankara a un altro attacco siriano

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Dalla Siria, un altro colpo di mortaio contro il territorio meridionale turco fa scattare la risposta armata di Ankara.
 
Non vogliamo la guerra, aveva avvertito il premier turco Recep Tayyip Erdogan, ma sarebbe un errore fatale metterci alla prova.  
 
Si riacutizza così la tensione tra i due paesi, dopo l’attacco siriano di mercoledì,contro la cittadina di 
Akcakale. 
 
“I nostri commercianti, i nostri cittadini, i nostri figli sono tutti molto preoccupati. Non abbiamo dormito fino al mattino”, racconta Ahmet Sabritur, che abita ad Akcakale, “Credo davvero che il nostro governo abbia fatto la cosa giusta: se non avesse reagito, forse sarebbe stato peggio. Avrebbero potuto attaccare la città una seconda volta”.
 
Le controverse scuse siriane hanno portato a una tregua armata di breve durata.
 
E a poco sembra essere servito l’invito alla calma dell’Onu, che teme un’escalation di violenza e ha espresso un biasimo per una volta unanime: “I membri del Consiglio di Sicurezza”, ha detto l’attuale presidente Gert Rosenthal, rappresentante del Guatemala, “condannano con la massima fermezza il bombardamento da parte delle forze armate siriane della città turca di Akcakale, che ha provocato la morte di cinque civili, tutti donne e bambini, e diversi feriti”.
 
Contro l’uso delle armi e l’esecutivo turco che ha scelto la via della rappresaglia, la protesta è scesa in piazza a Istanbul e altre città.