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Respinta dalle autorità marocchine la nave degli aborti

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Respinta dalle autorità marocchine la nave degli aborti

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La nave degli aborti è costretta a fare dietrofront, dopo l’approdo nel primo Paese musulmano. Le autorità del Marocco hanno respinto in acque internazionali l’imbarcazione olandese di “Women on Waves” riuscita, con un colpo di scena, a entrare nel porto settentrionale di Smir, dove è stata accolta tra le proteste: “Credo che i marocchini la ritengano una provocazione – dice Fadwa Tribak della lega giovanile del partito di governo Giustizia e Sviluppo- . Devono fermarsi e pensare che tutti i marocchini sarebbero d’accordo con me”.

Per eludere i controlli, gli organizzatori del progetto – che puntano ad attirare l’attenzione sui metodi sicuri di aborto – hanno annunciato l’arrivo della nave solo alcuni giorni dopo: “La nave – spiega Rebecca Gomperts di Women on Waves – può aiutare simbolicamente alcune donne, possiamo navigare in acque internazionali per aiutare alcune donne ma quello che la nave fa in questo caso è prima di tutto cercare di attirare l’attenzione sul fatto che si può abortire in sicurezza”.

Oltre all’interruzione di gravidanza attraverso la pillola – non oltre le 6 settimane e mezzo – la nave punta a informare. Anche questo era lo scopo dichiarato per il Marocco, dove si stima che ogni giorno tra le 600 e le 800 donne tentino di abortire in modo illegale, spesso con conseguenze nefaste.