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Usa: il mercato del lavoro resta fragile, grande influenza sul voto

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Usa: il mercato del lavoro resta fragile, grande influenza sul voto

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A un mese dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, la pubblicazione dei dati ufficiali sulla disoccupazione, venerdì, avrà senz’altro un impatto sulla campagna elettorale.

Gli economisti si aspettano una lieve creazione di posti di lavoro e prevedono 113.000 nuove assunzioni a settembre, di fronte alle 96.000 di agosto. Il tasso di disoccupazione a settembre dovrebbe attestarsi all’8,2 per cento.

Il mercato del lavoro resta fragile, come abbiamo constatato in un centro di collocamento a Washington. “Mi hanno convocato per un colloquio oggi. Potrei ottenere il lavoro che desidero tanto”, racconta un disoccupato.

“Sono stata disoccupata per due anni. E’ stata molto dura”, dice una donna in cerca di lavoro.

Secondo gli economisti, le assunzioni non bastano ad assorbire i nuovi arrivati sul mercato del lavoro. Dopo il minimo da 31 anni a questa parte registrato ad agosto, negli Stati Uniti la popolazione attiva dovrebbe aumentare.

“La tendenza preoccupante riguarda i giovani. Abbiamo osservato oltre il 40 per cento di disoccupazione tra di loro, è sconcertante”, afferma Lisa Maria Mallory, direttrice del dipartimento dell’occupazione nel District of Columbia.

I datori di lavoro statunitensi sono molto cauti quando si tratta di assumere, attendono l’esito delle presidenziali.

“Stiamo vedendo quello che accade sui mercati, c‘è crescita, ma non troppa, e non tante opportunità. Spero che la situazione si stabilizzi dopo le elezioni”.

L’economia statunitense deve creare 4,7 milioni di posti di lavoro per ritrovare il livello precedente alla recessione del 2007-2009. Il tasso di disoccupazione è da oltre tre anni al di sopra dell’8 per cento per la prima volta dalla Grande Depressione,del 1929.

Stefan Grobe, euronews:
“Mentre la campagna presidenziale è in dirittura d’arrivo, la disoccupazione costantemente elevata dovrebbe favorire Mitt Romney contro Barack Obama. Nessun presidente è stato mai rieletto con un tasso di disoccupazione superiore all’8 per cento. Ma a quanto pare viviamo in tempi molto diversi”.