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Opposizione iraniana in esilio: "Ue troppo morbida con Teheran"

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Opposizione iraniana in esilio: "Ue troppo morbida con Teheran"

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L’Europa è troppo morbida nei confronti del regime iraniano. La denuncia viene dalla presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, un gruppo di opposizione in esilio a cui fanno capo anche i Mujaheddin del popolo, da poco depennati dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche anche negli Stati Uniti.

Invitata a parlare al Parlamento europeo, Maryam Rajavi ha affermato che “dal 2001 i Mujaheddin hanno interrotto ogni attività militare”. Non ha escluso del tutto la ripresa delle armi in futuro, dicendo che “dipenderà da come evolveranno le cose in Iran”, ma ha assicurato che “attualmente non è una prospettiva all’orizzonte”.

Rajavi ha anche espresso inquietudine per il futuro degli occupanti di camp Liberty, in territorio iracheno, che sarebbero privati dei loro diritti ed esposti agli abusi dei militari: “L’avvenire di queste persone dipende dai paesi europei, dagli Stati Uniti e dalla Commissione dell’Onu per i rifugiati. Possono essere ricollocati singolarmente in paesi diversi o trasferiti in blocco. Ciò che conta è che si prenda una decisione che metta fine alla precarietà e alle violenze di cui sono vittime”.

La numero uno dell’opposizione iraniana in esilio ha anche salutato la scelta di Washington di riabilitare i Mujaheddin del popolo, affermando che si tratta di uno smacco per il regime di Teheran.