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Georgia, verso una difficile coabitazione

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Georgia, verso una difficile coabitazione

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Dopo aver capovolto i rapporti politici nel paese, i georgiani ora si chiedono se la coabitazione tra il capo dello stato Saakashvili e il leader che ha vinto le elezioni somiglierà di più ad una collaborazione o a un conflitto.

E’ la stessa domanda che si pongono molti analisti a livello globale.

“E’ ancora possibile che si torni alle proteste di strada, se le due parti non troveranno un’intesa sulle cose da fare nel prossimo anno. Ivanishvili ha già cominciato a dire che Saakashvili dovrebbe dimettersi, ma Saakashvili non mostra alcuna intenzione di farlo. Quindi è possibile il per durare di una situazione di instabilità fin quando non interverrà una intesa”, spiega questo politologo.

La stabilità del Caucaso per l’Occidente è condizione necessaria agli attuali equilibri energetici planetari.

Molti georgiani, invece, sognano il cambiamento, e, come spiega una donna, approvano la richiesta di dimissioni di Saakashvili, che altrimenti “avrebbe fatto il possibile per restare aggrappato al proprio posto”.

“Ci vorrebbero due grandi forze politiche, in Georgia, a guidare il paese, e non solo una. Ci sarebbe un maggior controllo, e questo sarebbe molto utile per il paese, che potrebbe beneficiarne”, aggiunge un abitante della capitale.

E, dopo che Saakashvili sarà uscito di scena ci si chiede quale sarà il rapporto tra Tblisi e Mosca. Intanto, il premier russo Medvedev si è complimentato con Ivanshvili per la vittoria.