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Georgia: intervista esclusiva a Bidzina Ivanishvili

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Georgia: intervista esclusiva a Bidzina Ivanishvili

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Riattivare le relazioni diplomatiche con Mosca, interrotte dopo la guerra lampo nel 2008 per l’Ossezia del sud, e al tempo stesso non arrestare il cammino della Georgia per l’ingresso nella Nato e l’integrazione nell’Unione europea.

Secondo Bidzina Ivanishvili, trionfatore alle legislative che hanno segnato la fine del dominio incontrastato del partito del presidente Mikhail Saakashvili, questa strategia politica è possibile.

Lo ha dichiarato in un’intervista esclusiva ad Euronews. Ha affermato inoltre che il suo obiettivo è diventare primo ministro e che il suo percorso politico non avrà intoppi per via della sua cittadinanza francese.

Sergio Cantone, euronews:
Sta pensando di cambiare la sua cittadinanza?

Bidzina Ivanishvili, leader della coalizione “Sogno Georgiano”:
Intende quella francese?

euronews:
Sì. Vuole prendere quella georgiana?

Ivanishvili:
Penso che sia possible avere entrambe, mantenendo quella francese e riprendendo quella georgiana. Come sa sono stato privato illegalmente della mia cittadinanza e il caso è in tribunale.

euronews:
Dunque è in corsa per un importante incarico istituzionale…

Ivanishvili:
Ho in mente di diventare primo ministro che, secondo la nuova costituzione della Georgia, avrà poteri rafforzati.

euronews:
Cosa si può fare di più per portare investimenti stranieri in Georgia? Ha idea da quali Paesi, da quali blocchi dovrebbero arrivare? Stati Uniti? Unione Europea? Russia?

Ivanishvili:
Oggi il mondo del business georgiano non è pronto ad esportare prodotti sul mercato americano o europeo. Dunque un primo passo interessante sarebbe tornare sul mercato russo, poiché generalmente gli uomini d’affari georgiani hanno maggiore familiarità con questo mercato.
Il problema principale è che non esiste una forte produzione interna: i mercati sono importanti, ma bisogna contare sul prodotto interno.

euronews:
Ci sono anche questioni politiche che in qualche modo danneggiano il commercio georgiano, poiché le relazioni con la Russia sono problematiche, soprattutto dal punto di vista politico. Come pensa di risolvere questi problemi?

Ivanishvili:
È una bella domanda. Naturalmente sono consapevole del fatto che normalizzare i rapporti con la Russia non sarà facile e richiederà molto tempo. Prima di tutto dobbiamo lavorare per ristabilire relazioni culturali e di natura commerciale. Solo dopo bisognerà focalizzarsi sulla questione dell’integrità territoriale del nostro Paese, curando i rapporti diplomatici con la Russia.

euronews:
È sempre in cima alla sua agenda l’ingresso nella Nato e nell’Unione Europea?

Ivanishvili:
La nostra principale strategia è l’integrazione euro-atlantica e non la cambieremo. La nostra aspirazione è l’ingresso nell’Unione Europea e nell’Alleanza nord-atlantica.

euronews:
Da una parte vuole stabilire buone relazioni con la Russia, dall’altra vuole che il suo Paese diventi un candidato per la Nato: le due cose sono piuttosto contraddittorie.

Ivanishvili:
Naturalmente nella fase iniziale sarà piuttosto contraddittorio, ma abbiamo bisogno di farlo funzionare, perché non intendiamo cambiare la nostra strategia verso l’Unione europea e la NATO. Dobbiamo far riferimento all’esperienza di altri Paesi, come gli Stati baltici, che sono entrati nella e nell’Unione Europea, e al tempo stesso sono riusciti a normalizzare le relazioni con la Russia. Sarà difficile ma non impossibile.

euronews:
Il suo passato di businessman è in stretta relazione con la Russia: pensa che possa aiutarla a risolvere problemi che sono stati di difficile soluzione per altri?

Ivanishvili:
Conosco bene i Russi, ho molti amici lì e probabilmente avrà un’influenza positiva sui nostri sforzi nello stabilire relazioni diplomatiche con il Paese; ma non penso che questo avrà un ruolo significativo nel processo, certamente non lo renderà più semplice.

euronews:
Ha ancora partecipazioni in Gazprom?

Ivanishvili:
Non possiedo azioni in Gazprom già da cinque o sei anni. Inoltre non ho mai avuto più dell’1% delle azioni. Ad essere sinceri è più che una domanda retorica. Al tempo le azioni Gazprom potevano essere acquistate al mattino e vendute la sera. Quando avevo quote in Gazprom, spesso ero solito dire che si trattava semplicemente di acquisti vantaggiosi, che vendevo anche con profitto.